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alla Cultura della Salute
L'organismo

23 luglio 2015


Solanezumab
E' la molecola che può ritardare del 34% la progressione dell'Alzheimer

La ricerca è stata effettuata su un campione di 1.322 malati. Ha avuto effetti che incoraggiano l'ulteriore sperimentazione.

Tutti sanno che con sindrome di Alzheimer si indica l'effetto di progressiva demenza dovuta alla morte delle cellule cerebrali dei pazienti che ne sono affetti.

Ebbene, la nuova molecola ha la potenzialità di tenere vive queste cellule.

Solanezumab aggredisce le proteine deviate.

La ricerca è stata presentata al Conferenza dell'assoziazione per il disturbo dell'Alzheimer il 22 luglio.






fonte:

Alzheimer Research

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