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alla Cultura della Salute
Corpo.Mente

31 marzo 2015


“Nessuno si salva da solo”
La lezione di Sergio Castellitto a Monterotondo sulla necessità che ciascuno si occupi degli altri

L'occasione, lunedì 30 marzo, è quella della Festa delle cerase, la manifestazione del cinema arrivata alla trentesima edizione. La presentazione del film di Sergio Castellitto ha tematizzato ben oltre la narrazione di un amore che finisce e forse ha nuovo inizio. L'arrivo di un angelo necessario interpretato da Roberto Vecchioni, di un principe laico, modifica il corso della trama del film. Su questo aspetto Sergio Castellitto ha chiesto e ottenuto che si soffermasse la sala gremita del teatro Ramarini. Tra il pieno di cittadini non poteva mancare la stampa che conta. Castellitto però, aldilà della fascinazione dei due protagonisti (Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio), ha voluto che fosse in evidenza la vera sotto-trama della narrazione di Margareth Mazzantini.

Lo star bene in questa vita non riguarda solo le energie della singola persona. Questa ha bisogno di attenzioni degli altri. Ciascuno deve occuparsi di chi incontra, anche solo per caso, con l'interesse di una vicenda qual è la cosa umana, che riguarda tutti. A cominciare dalla sfera personale. Il male, il problema dell'altro è un problema che in qualche modo ci riguarda. Il personaggio interpretato da Roberto Vecchioni racconta, con senso di liberazione, del suo cancro e dell'ennesima occasione in cui si sente ad un bivio e su come questo senso della scommessa, dato dalla vita, finisca per dargli nuove energie. 

Per questo chiede ai due protagonisti di pregare per lui. La preghiera qui è un sentimento laico. Trasfigura quel senso di attenzione e di accudimento. Proprio quello che i due personaggi hanno difettato nel rapporto tra di loro e nei rispettivi rapporti nelle famiglie di origine. Ne segue una trama per cui lo star bene non riguarda solo uno stato di benessere legato alla funzionalità dell'organismo. Il protagonista guarda con scetticismo e ironia le prove di salvataggio operato a un bambino in una simulazione. Ma la sfiducia nei confronti di questa forma di sapere del mondo della tecnica, dell'erudizione, del conoscere specifico questo o quello, del mondo reale, coinvolge anche la sfiducia nel comprendere realmente l'altro, come una forma di presenza necessaria per la propria persona. 

Solo quando si è capito questo i due potranno vivere un rapporto armonico. Armonia nell'universo che il deuteragonista Vecchioni predica ai due protagonisti a fine narrazione filmica. Come fosse una forma di automedicazione delle ferite che la vita costantemente infligge in ciascuno di noi, l'angelo necessario predica di occuparsi dell'altro, ed è come prendersi cura dell'altro da Sé. 

Il tema della sanità, del benessere fisico, è quindi un tormentone nascosto, di una trama che appare semplicemente come una storia d'amore. Con questa lezione la protagonista con ricadute anoressiche riuscirà a mangiare, e il protagonista riuscirà a vivere un rapporto più autentico con sé stesso perché non più in eterno credito col mondo.  

Nessuno si salva da solo. E a salvare possiamo essere ciascuno di noi. Ed è anche questa la salvezza. Evitandola di chiederla costantemente agli altri.

A Monterotondo la lezione di Sergio Castellitto è stata salutata dall'applauso scrosciante degli eretini.  

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