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04 maggio 2016


"Cosa è il dolore?"
Riconoscerlo e gestirlo una mappa orientativa dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) e ASSOSALUTE

Sapere che cos'è il dolore. Espressione di un'autoevidenza che avrebbe bisogno di una definizione. Sì, perché dolore è un'espressione verbale. Cause, origini, motivazioni sono tra le più diverse tra loro. A volte remote. La neurologia conferma il senso di accomunare le diverse patologie o cause scatenanti in "dolore" in questa espressione perché partendo dalla fenomenologia del dolore lo si può combattere. Anche solo il dolore. Perché negli avanzamenti della medicina occidentale del terzo millennio non ha più alcun senso soffrire. Nel senso avvertire dolore.


Il dato esposto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità dice che su 5447 soggetti ospitati da 15 centri di tutto il mondo il venti per cento è affetto da dolore. (Un dato di per sé inutile, che non esplica, non indica alcunché sull'immanenza di questo stato accompagnato alla malattia. Ma è un dato che comunque tutte le agenzie di informazione citano).

Ben più orientativo per dare una cifra al problema è quello svolto da ottantanove medici italiani secondo cui un terzo dei contatti ambulatoriali che il medico ha durante la sua attività routinaria lamenti dolore. Il 52,8% dei casi è ritenuto come dolore "cronico". La ricerca è stata pubblicata nel 2005. Il 70% di coloro che consultano il medico per un problema di dolore, lo fa per la presenza di un dolore "acuto" - si attesta in un'altra ricerca della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. 

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