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13 ottobre 2014


Un freno alla Medicina difensiva
Una sentenza del Tribunale di Milano ridimensiona l’onere della prova

Si può agire in giudizio per essere risarciti sui presunti errori medici. Ma i tempi per adire le vie legali sono cinque anni. Non più dieci. Non è il medico che deve dimostrare di aver fatto bene, è il paziente che deve dimostrare che il medico ha fatto male. Una sentenza che va in converso alla tendenza prevalente negli ultimi anni, tanto da aver formato una vera e propria branca di specializzazione per avvocati arrembanti: la medicina difensiva. Come sempre, la sentenza si emette su un caso specifico e ristabilisce il principio elementare del diritto in una democrazia per cui l’onere della prova spetta a chi accusa. Non si deve dimostrare la propria innocenza, è chi accusa a dover dimostrare il dolo. La tutela non è solo per il medico, che non dovrà preoccuparsi proditoriamente di produrre prove a dimostrare il suo buon operato, ma anche del paziente, che dovrà costruire la mole accusatoria, quindi spendere soldi. Molto spesso si tratta di spese inutili date le conseguenze di gran parte dei contenziosi in cui è l’operato del medico ad essere in discussione davanti al giudice. E infatti l’effetto sarà quello di limitare la cosiddetta “Medicina difensiva”. (13 ottobre 2014)

 



fonte:

Corriere

da scaricare:

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