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30 settembre 2014


Prendere a cuore le patologie cardiache
Gli investimenti pubblici sui sistemi di cura non consentono solo risparmi al sistema sanitario ma migliorano anche le nostre prospettive di vita

È il monito lanciato al governo della repubblica dai ricercatori e cardiologi perché si investa in ricerca e si incoraggino le politiche di salvaguardia nel settore della farmaceutica che rappresenta un elemento di nevralgica importanza per l’industria italiana nel mondo. I casi di morte per infarto sono diminuiti di un quarto, rispetto a trenta anni fa. Oramai sono irrilevanti i casi di decesso di un soggetto con infarto che riesce ad arrivare in ospedale. Ma l’attenzione sui sistemi di cura proprio in questi anni riprende un avvio grazie alla genetica.

Se n’è discusso al convegno organizzato alla Sala refettorio dela Camera dei deputati il 30 settembre dall’Osservatorio sanità e salute sul tema delle malattie cardiovascolari. Sono intervenuti Massimo Massetti, direttore Cardiochirurgia Policlinico Gemelli, Massimo Volpe, direttore Unità operativa di Cardiologia Ospedale Sant’Andrea, Filippo Crea, direttore del dipartimento di Scienze cardiovascolari al Policlinico Gemelli, Di Lazzaro, Responsabile UOC di Neurologia del Policlinico Campus Bio Medico di Roma, Il Senatore Maurizio Romani, vicepresidente della commissione sanità, Silvia Priori, direttore scientifico Cardiologia e Cardiologia Molecolare Fondazione Salvatore Maugeri (Università di Piave), Michele Massimo Gulizia, direttore Struttura Complessa di Cardiologia Ospedale Garibaldi-Neisma di Catania. Presente l’On. Paola Binetti,il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha inviato un messaggio di saluto.       

I sistemi di cura e terapia in cardiologia hanno fatto molti passi avanti. Negli ultimi trenta anni i progressi della ricerca cardiologica, tra sfide, le prospettive della genetica consistono nel più grande fattore di crescita della longevità. In cardiologia si sono ottenuti risultati molto più incoraggianti che nella cura e terapia contro il cancro. Ma le cose da fare nella ricerca sono ancora molte, in particolare sul versante della genetica. 

fonte:


da scaricare:

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