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21 luglio 2015


Tagli decisi dal governo
La stretta arriva dal decreto sulle regioni

Con un emendamento nel decreto legge enti locali è stata assorbita l’intesa Stato-Regioni coi tagli di 2,35 miliardi alla sanità. L'accordo sul dove tagliare consiste in un passaggio fondamentale per osservare gli obblighi imposti nella Legge di stabilità 2015. Sui farmaci, cinquecento milioni di risparmi ogni anno. All’Aifa l'onere di raggruppare i medicinali terapeuticamente assimilabili, tenendo conto di ogni peso sulla spesa farmaceutica nazionale.

Ma l'intesa Stato-Regioni prevede anche l’istituzione di un tavolo Governo-Regioni-Aifa. Ed è lì che si discute la spesa farmaceutica.

Sempre nel Dl Enti locali si conferma la restrizione sull’acquisto di beni e servizi e dei dispositivi medici. Si insiste sulle misure per l'appropriatezza. Gli enti Ssn debbono chiedere la rinegoziazione dei contratti ai fornitori. Con questa misura si conta di abbattere il 5,% dei costi ogni anno.

In merito all'appropriatezza, le condizioni di erogabilità debbono essere chiare tanto da caricare tutto sull'assistito le prestazioni, se escono da queste condizioni.

Si prevedono in tal senso anche ritorsioni sui medici che indicano farmaci, terapie e prescrivono diagnosi considerate non appropriate possono veder penalizzato il loro trattamento economico accessorio. Ma anche il direttore generale della Asl è soggetto a provvedimenti se non mette in riga chi prescrive con manica larga.

Tutto questo per ridurre dell'uno per cento sul valore della spesa nel 2014.


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