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09 ottobre 2015


Il caso Avastin ha prodotto danni peggiore al male
IL farmaco per la degenerazione maculare si vende meno dell'anno precedente

Tutti ricordano la sentenza per la quale si riteneva ci fosse stata un'intesa di cartello. Le imprese produttrici di Lucentis e Avantis avevano fatto un accordo - questa la sentenza - nel quale si favoriva le prescrizioni del primo in danno del secondo. Si giocava, sempre secondo la sentenza, sulla difformità dei costi tra i due farmaci, pur essendo sostanzialmente la stessa cosa. Entrambi curavano la degenerazione maculare. 
Ebbene Matteo Piovella presidente della Società oftalmologica italiana, ha detto che ora Avastin si vende meno di prima. L'ha detto in un convegno organizzato dall'Osservatorio sanità e salute, giovedì 8 ottobre, in occasione della Giornata mondiale della vista alla biblioteca del Senato. "Oggi - ha specificato Piovella - si adopera meno Avastin rispetto a un anno fa. Non è stato sufficiente che tre tribunali italiani abbiano fatto una sentenza. Nel foglietto illustrativo di Avastin c'è scritto che non può essere usato per terapia intravitreale". Sempre il presidente della Società di oftalmologia chiarisce: "Attualmente nel nostro Paese solo l'1% dei medici oculisti sono autorizzati e messi nella condizione di prescrivere Avastin, che, essendo molto meno costoso, consentirebbe di utilizzare meglio le risorse disponibili e di garantire la cura a molti pazienti che oggi rischiano di perdere la vista perché per mancanza di fondi non riescono ad essere curati. Inoltre incredibilmente Avastin è disponibile solo per uso ospedaliero al contrario di quanto avviene in tutto il mondo". 

fonte:

Iapb

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