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07 giugno 2016


I farmaci innovativi non arrivano!
Più spendono gli italiani meno spende lo Stato


È quanto emerso dall’impostazione economicistica di Federico Spandonaro, presidente Crea Sanità. Nella fase di riforma del sistema sanitario l’attenzione sostanziale è tutta sui costi, ancor più sulla maggiore efficienza e risolutezza dei sistemi di cura. E questa è cosa nota. IL problema consiste nel fatto che la riforma del sistema di supporto sostanziale dei costi della sanità saranno decisivi sul tipo di sanità che avremo: se a due o più velocità, se garante dei pieni livelli di assistenza universale garantiti dall’articolo 32 della Costituzione italiana.

La novità rilevata da Spandonaro è che la differenza tra livelli di costi e diversi livelli di assistenza è destinata ad estendersi nei prossimi due anni. Nonostante i costi della Sanità siano sempre più esorbitanti a causa del miglioramento della tecnologia come per l’alto costo di alcuni farmaci, la spesa prevista dal governo della repubblica per la sanità si ferma a duemiladuecento euro procapite. Solo per fare un rapido esempio, l’Unione europea a quattordici stati segna un costo di tremilasettecento euro. Gli effetti si vedono prevalentemente nel sistema di gestione dei farmaci innovativi. IL trentadue per cento di questi farmaci, debitamente registrati dall’Agenzia del farmaco, da noi non è ancora arrivato.

Sono i contenuti emersi nel convego a Roma del 6 luglio dal titolo “Lo stato di salute della sanità italiana”dove sono stati evidenziate le novità riguardanti il nostro sistema di cura e tutela della salute.



fonte:


da scaricare:

6 luglio 2016.pdf

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