dallUniversità della Cura
alla Cultura della Salute
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24 novembre 2016


Breve storia dell’Italia in Sanità
Il Censis, grazie ai suoi resoconti annuali, illustra gli ultimi cinquanta anni dedicati alla cura per la salute

Leggendo il Censis quello del mondo sanitario italiano è un percorso tutto in progressione. Nel ventennio degli anni Cinquanta e Sessantala popolazione aumenta da  quarantasette a cinquantaquattro milioni, mentre solo negli anni Sessanta la mortalità infantile diminuisce da 43,9 su mille del 1960 al 30,8 su mille del 1969.

Ma tra la miriade di dati più interessante riguarda le principali cause di morte che vanno dal 1930 al 1960. I decessi da malattie infettive diminuiscono dal 15,2 per cento al 2,9 per cento. Ma nello stesso lungo periodo aumentano le morti per tumore – dal 5,1percento al 16 – e anche i decessi per problemi circolatori – dal 12,3 al 30percento.

Il dopo boom economico è caratterizzato, a livello sanitario, dal vaccino contro il morbillo introdotto nel 1976. Si fa il conto delle campagne vaccinali. Ebbene, la pertosse diminuisce da settata sei casi su centomila abitanti del 1961 al dodici nel 1981.

( Le vaccinazioni peri i piccoli vengono applicate secondo questo ordine: 1961, pertosse; 1964-66, poliomielite; 1968, antitetanica; ).

Ma non tutti sanno che il servizio sanitario nazionale teso a garantire il diritto costituzionale alla cura è istituito nel 1978.

Gli anni Ottanta sono caratterizzati dalla logica della prevenzione, anteposta alla cura, dal concetto di benessere complessivo della persona, ma praticamente dall’introduzione di nuovi vaccini. Infatti nel 1982 entra la quarta vaccinazione obbligatoria contro l’Epatite B, mentre nel 1986 la copertura contro la poliomielite raggiunge il novantacinque per cento.

Gli anni Novanta invece sono caratterizzati dal fatto che sempre più gli italiani sono costretti a pagare privatamente il servizio sanitario se vogliono vederlo garantito. La logica della prevenzione prende sempre più piede. Si afferma la diagnostica preventiva, inizia la crescita della tecnologia con le risonanze magnetiche e le Tac che però vedono il settore privato come momento di garanzia. Sempre sul tema prevenzione, nel ’94 il 37,5percento delle donne ultra quarantenni effettua la mammografia.

Gli anni Duemila sono quelli della sfiducia. Tanto più si ritiene il cattivo ambiente la causa diretta o indiretta di molte affezioni. Sempre più si guarda al federalismo come alternativa alla logica accentratrice nella politica sulla sanità. IL dato emerso dal Censis vede nel 2002 l’anno in cui gli italiani si esprimono favorevoli all’attribuzione agli enti regione la politica sanitaria. Sempre nei primi anni Duemila le coperture vaccinali superano il 96percento.

Il dato saliente di questa prima metà degli anni Dieci, dopo il Duemila, consiste nel fatto che gli anziani superano il ventidue percento della popolazione (dato 2015).

Le grandi paure determinate dalle pandemie e dalle infezioni virali trovano nei nuovi farmaci la risposta. L’epatite C è il caso emblematico. In arrivo anche gli anticorpi monoclonali che combattono tumori e malattie neurovegetative.

Ma il motivo di orgoglio nazionale consiste nel fatto che l’Italia è al primo posto per farmaci dedicati a terapie avanzate. Tre dei sei approvati in Europa hanno il brevetto made in Italy,

 



 

fonte:

Censis

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