dallUniversità della Cura
alla Cultura della Salute
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20 marzo 2019


Quasi dieci anni
Ma il diritto alla cura della salute non riesce a diventare un valore nelle società cosiddette sviluppate

È quasi al decimo anno l’Obamacare e ancora il diritto alla salute non è sancito nel primo paese maggiormente sviluppato del mondo. Negli States, ad oggi, non c’è una copertura sanitaria universale. Quindi la classe sociale oltre a comporre le libertà di cui riesce a godere il cittadino si pone anche come esemplificativo del diritto alla cura.  Questo è causa di un forte dibattito in America sulla possibilità di ampliare a tutti le cure sanitarie. IL 25 marzo 2010 Barack Obama ha firmato la legge della riforma sanitaria. L’obiettivo era  aumentare il numero di persone tutelate dal sistema sanitario. Obiettivo parzialmente raggiunto con trentadue milioni di assicurati. (Ventitre milioni e mezzo, gli americani in più ad avere la copertura sanitaria). In contempo la riforma voleva diminuire la spesa governativa per la sanità che nel 2008 era al quindici per cento del Pil. (I paesi dell’Ocse, mediamente spendono il doppio). La riforma di Obama vietava alle compagnie di assicurazione di negare la stipula di assicurazioni e l'assistenza per determinate patologie o sulla base di preesistenti condizioni di salute. Sulla polizza sanitaria si prevedevano incentivi fiscali. Avere una polizza diventava, di fatto, obbligatorio. L’obbligo si estendeva anche la datore di lavoro con più di cinquanta dipendenti. Estensione di utilizzo dell’assicurazione anche ai figli a carico. Anche i giovani a carico della famiglia di utilizzare l’assicurazione sanitaria dei genitori.

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